CURIOSITA' SULLE API E IL MIELE         
 
        
 
1) In una famiglia d'api, ogni stagione, vivono 50/60.000 api.      
2) L'ape operaia, durante la stagione produttiva, vive circa 50 giorni.     
3) L'ape regina vive fino a cinque anni.         
4) In un giorno l'ape regina depone fino a 2000 uova.         
5) Per deporre fino a duemila uova al giorno l'ape regina consuma con la pappa reale fino ad 80 volte il suo peso.        
6) La velocità media di un'ape è di 24 chilometri orari e può arrivare fino a 29 chilometri orari.      
7) Una singola ape, per produrre un 1 kg di miele, vola per circa 150.000 chilometri, quasi quattro volte il giro della Terra.        
8) Per produrre un chilo di miele sono necessari quasi 60.000 voli d'andata e ritorno dall'arnia ai fiori.       
9) Ogni alveare "bottina", cioè raccoglie il nettare, per un raggio di tre km, quasi 3.000 ettari, il corrispondente di oltre 4mila campi da calcio.       
10) In un giorno le api di un alveare possono visitare fino a 225.000 fiori.    
11) Le api sono tra gli insetti più fragili e sensibili all'inquinamento. Non sono infatti mai stati riscontrati fenomeni significativi d'inquinamento del miele, dato che le api muoiono prima di poterlo accumulare.  

 

DOMANDE E RISPOSTE SUL MIELE

 

 

È meglio usare il miele o lo zucchero? 

Utilizzare il miele al posto dello zucchero presenta senza dubbio numerosi vantaggi. Primo di tutti l'apporto all'organismo di energia subito disponibile sotto forma di glucosio e fruttosio, zuccheri semplici che non richiedono alcun processo digestivo. Inoltre il fruttosio è uno zucchero che ha proprietà emollienti utili a livello della gola, dello stomaco e dell'intestino. È indispensabile inoltre per lo smaltimento delle sostanze tossiche e nocive che si accumulano nel fegato. Di grande importanza sono anche le sue proprietà antibatteriche, grazie alle quali il miele viene utilizzato da secoli a fini terapeutici.
Quando scade il miele?
Grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche (elevata acidità, alto tenore zuccherino, presenza di sostanze antibatteriche) che creano un ambiente ostile allo sviluppo dei batteri, il miele si conserva molto a lungo.
Ad accelerarne l'invecchiamento sono le temperature elevate e la luce diretta. Si ha allora una progressiva degradazione degli zuccheri, un impoverimento degli aromi e un inscurimento del colore. Bisogna però sottolineare che anche in questo caso il miele non diventa mai nocivo per la salute, pur perdendo le caratteristiche peculiari del prodotto fresco. È consigliabile comunque consumare il miele entro due anni dalla data di produzione.
È vero che il miele cristallizzato è quello a cui è stato aggiunto dello zucchero?

No, non è vero. La tendenza a cristallizzare è un processo naturale che interessa quasi tutti i mieli. Gli unici che rimangono liquidi per molto tempo, fino a due anni dalla raccolta, sono il miele di acacia, di castagno e di melata, ricchi di fruttosio.
Il miele di castagno ha un sapore molto amaro: è normale o diventa amaro quando è avariato?

Il gusto molto amaro è tipico del miele di castagno. Come molti altri mieli monofloreali, a caratterizzarlo non è solo il sapore ma anche il colore scuro e l'odore un po' acre.
Il miele di melata deriva dalle mele?
No, la melata è la sostanza prodotta dal metabolismo degli afidi, ed altri piccoli insetti, che succhiano la linfa dalle foglie delle piante. Le api raccolgono questa sostanza zuccherina e la elaborano trasformandola in miele di melata.

Il sapore di questo miele è un pò meno dolce rispetto ai mieli di nettare ed è caratteristico con il suo retrogusto di corteccia, terra e zucchero: un misto curioso e spettacolare sulla lingua: amaro, terroso, molto dolce e molto legnoso.
Il colore è molto scuro, a volte tendente al nero. E' molto denso e non cristallizza. La melata si caratterizza per la presenza di sali minerali in quantità maggiori rispetto ad altri tipi di mieli.

 

DOMANDE E RISPOSTE SULLE API

 

Come si possono tenere lontane le api durante un pranzo all'aperto?
Le api non sono mai attratte dal cibo, lo sono invece le vespe che si riconoscono facilmente per il volo a scatti e il corsetto sottile.

Cosa si deve fare in caso di puntura?
In caso di puntura bisogna innanzitutto togliere il pungiglione, che altrimenti continua a emettere veleno, e raffreddare la parte colpita. In caso di allergia con manifestazioni di difficoltà respiratorie è necessario consultare il medico.

È vero che l'ape quando punge muore?
È vero, ma solo quando punge i mammiferi e gli uccelli. Infatti il pungiglione, provvisto di uncini, rimane impigliato nella pelle. L'ape nell'allontanarsi si strappa l'addome e muore.